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REFREEDOM

Progettazione di spazi abitativi misurati sulle necessità di persone con menomazione motoria e Sperimentazione delle tecnologie domotiche

Comune di Udine [capofila] - Friuli Innovazione - Rino Snaidero Scientific Foundation [partner]

Udine | 2012.13 | Ricerca e Collaborazione alla progettazione per R.S.S.F.

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L’obiettivo del progetto di ricerca è stato quello di sviluppare un prototipo di “rete di abitazioni” nella città di Udine, progettate per disabili sensoriali o motori e attrezzate con tecnologie domotiche ed ICT, tali da fornire maggior autonomia a persone con differenti menomazioni fisiche e, nel caso di anziani, prolungare il più possibile la loro permanenza nel luogo in cui hanno sempre vissuto.

Il progetto per persone con menomazioni motorie in particolare ha interessato la ristrutturazione di un piccolo edificio dismesso realizzato negli anni '80 in pannelli di cemento prefabbricato. L'edificio è stato interamente svuotato ripensando da zero agli spazi sulla base di fruibilità e accessibilità, caratteristica che, contrariamente al pensare corrente, non presuppone affatto una rinuncia,  ma di fatto arricchisce un progetto di scelte che costituiscono un guadagno per tutti, anche nella sola flessibilità e possibilità di modifica futura.

Si è previsto di dividere lo spazio interno in tre grandi aree funzionali: la zona giorno, affacciata sull’ingresso, la zona notte, affacciata sul giardino retrostante, e la zona centrale dei servizi che si incastona come una scatola funzionale in fibrogesso e a cui è stata volutamente data una particolare caratterizzazione cromatica per sottolineare la sua natura di nuova addizione all’interno dello spazio svuotato. All’interno sono stati studiati spazi e tipologie di arredo, fino alle quote di posizionamento di arredi fissi e interruttori. Negli spazi esterni sono stati studiati percorsi e spazi e progettati alcuni arredi fissi, quali la fioriera utilizzabile in posizione seduta.

In particolare la fase di pura ristrutturazione edilizia ha previsto l’utilizzo di materiali alternativi ed ecologici. L’isolamento dell’edificio è stato realizzato con cappotto in fibra di legno e zoccolo in vetro cellulare. Le parti isolate dal cappotto sono state volutamente caratterizzate cromaticamente, per sottolineare l’intervento avvenuto. Inoltre sono stati sostituiti tutti gli infissi con serramenti in legno-alluminio e vetri basso emissivi.

Sul lato interno dei muri perimetrali è stata posata la membrana di tenuta all’aria e la struttura in telaio metallico di supporto per il rivestimento interno in lastre in terra cruda e paglia. Tale rivestimento ha la funzione di regolare l’umidità su pareti tendenzialmente umide. L’intercapedine è stata utilizzata per il passaggio degli impianti ed è stata riempita con un isolamento in sughero granulare biondo.

La copertura, originariamente in lastre Predalles, è stata coibentata e inguainata con una membrana riflettente ecologica a base di olii e resine vegetali, dal colore bianco, al fine di evitare il surriscaldamento estivo.

La fase progettualmente più interessante è stata quella di validazione delle scelte assieme a persone con differenti menomazioni fisiche. I loro suggerimenti e le loro personali esperienze si sono rivelate un valore aggiunto per la progettazione in generale, a prescindere dalle condizioni della persona che vi abita.